Navigare col cattivo tempo prima o poi capita a qualsiasi navigante anche a quello della domenica che decida, sia pur timorosamente, di avventurarsi in una media crociera.
I temporali estivi ed ancor di più nella primavera od autunno possono essere molto intensi ed accompagnati da forti colpi di vento e mare, senza contare sul fatto che nel "charter" si deve riconsegnare l'imbarcazione entro una data fissa e può succedere che proprio in quei giorni si scateni una bella burrasca e ci tocchi a buscarcela tutta per rispettare gli impegni ed i costi.
Diventa dunque importante conoscere il comportamento della barca a vela.
Un'attenta analisi dei metodi attuati dai vari velisti che hanno già buscato tempeste può aiutare più di qualsiasi manuale o limitata esperienza diretta.
Questo è lo scopo di questa sezione del ns. corso di navigazione.
Non vogliamo buttar lì delle dottrine e metodologie, ma raccontare ed analizzare i racconti di buoni marinai e delle loro esperienze per desumere da questi i metodi che ciascuno secondo le prorie esigenze riterrà di applicare.
Inoltre analizzeremo il meteo delle varie tempeste per vedere dal "vivo" come si sono comportate sul mare e la loro influenza sul moto ondoso.
Da "navigazione con cattivo tempo" K.Adlard Coles, Mursia Ed. Biblioteca del mare.
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Si racconta di una barca a vela di 9,30 mt nella tempesta durante la regata Brixam(ingh.) Santander ( Spagna) attraverso il golfo di Biscaglia, vedi cartina, il mese di agosto per 440 mglia andata e 440 ritorno.
"...Poco dopo le ore 1800 il vento rinforzò fino a f.6 sommando questo alla caduta del bar, alla pioggia dirotta e alle condizioni minacciose, mi decisi a terzarolare la vela di cappa e riportare la barca alla sola velatura da tempesta. In quel momento Geoff era al timone
mentre Ross era franco sottocoperta, Io ero il terzo ed il comandante. Io lascai la bugna del terzarolo esalii sulla tuga per manovrare all'albero. Un minuto dopo mi ritrovai in mare.