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Meteorologia nel mondo notizie ed aggiornamenti
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E' attivo sul territorio nazionale
un numero telefonico di emergenza completamente gratuito:
"Emergenza in mare –
1530"
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Met Office - Bracknell per le carte fax in bianco e nero del centro meteorologico di Bracknell, con previsione fino a cinque giorni. Le carte vengono proposte da: FNMOC - Fleet Numerical Meteorology and Oceanography Center.Il servizio del Dipartimento della Difesa USA, rende disponibili a tutti un grande numero di informazioni meteorologiche. Il sito viene continuamente aggiornato, per cui non ci è possibile segnalarvi direttamente i link alle carte; è necessario iniziare dall'indice, dove troverete una ampia scelta, oppure andare direttamente a NWP Weather Maps dove troverete carte di tutto il mondo nei modelli NGP, AVN e MFR.
Eurometeo Per la grande raccolta organizzata di links e per un gradevole bollettino meteomar in forma grafica.
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NOTIZIE METEO DAL MONDO:
La marea del secolo
Service hydrographique et océanographique de la Marine française
(Shom), basé en Bretagne, a prévenu :
2006 sera celle des grandes
marées, dont une quarantaine devrait atteindre ou dépasser le
coefficient 100, alors que le maximum théorique est de 119 - pic
enregistré en mars 1993, lors d'une « marée du siècle », selon les
experts.
Une telle amplitude n'a été observée précédemment qu'en 1900
et 1911.
Autant dire que, cette année, les adeptes de la pêche aux
crevettes et aux bigorneaux risquent d'avoir souvent les pieds dans
l'eau !
I satelliti ESA contro le onde killer
21 Luglio 2004 Un
tempo, gli scienziati tendevano a considerare le onde killer come
semplici miti o esagerazioni dei marinai. Oggi, invece, nuove ricerche
portano a considerarle una delle cause principali dell'affondamento di
imbarcazioni di grandi dimensioni in mare aperto. I risultati ottenuti
dall'analisi dei dati raccolti dai veicoli spaziali ERS dell'ESA hanno
contribuito a stabilire con certezza l'esistenza e la diffusione di
questo fenomeno e ora vengono utilizzati per scoprirne le origini.
Negli ultimi due decenni oltre 200 superpetroliere e navi container di
lunghezza superiore ai 200 metri sono affondate in condizioni
climatiche estreme e le onde anomale vengono ritenute la causa
principale di molti di questi affondamenti.
I marinai sopravvissuti a simili incontri raccontano storie davvero
incredibili. Nel febbraio del 1995, investita da un uragano nel Nord
Atlantico, la nave da crociera Queen Elizabeth II si imbattè in un'onda
anomala di oltre 29 metri di altezza che il capitano Ronald Warwick
descrisse come una "muraglia d'acqua… sembrava che stessimo per andare
a sbattere nelle bianche scogliere di Dover."
Nella settimana tra febbraio e marzo del 2001 due modernissime
navi da crociera – la Bremen e la Caledonian Star – hanno subito
rotture degli oblò del ponte dovute a onde anomale dell'altezza di 30
metri nel Sud Atlantico. Dopo questa brutta avventura, la Bremen è
andata alla deriva senza capacità di navigazione o propulsione per ben
due ore.
"Gli
incidenti si sono verificati a meno di mille chilometri di distanza
l'uno dall'altro", ha dichiarato Wolfgang Rosenthal - analista capo del
centro di ricerca GKSS Forschungszentrum GmbH, dislocato a Geesthacht
in Germania - che studia le onde anomale da anni. "L'impatto ha mandato
in avaria tutta l'elettronica del Bremen. L'equipaggio ha vissuto
momenti di panico sino a che non si è riusciti a riattivare
l'elettronica di bordo.
"Lo stesso fenomeno potrebbe essere la causa dell'affondamento di
numerose imbarcazioni meno fortunate: in media, ogni settimana si
registra l'affondamento di due navi di grandi dimensioni, ma le cause
non vengono mai studiate con la stessa cura degli incidenti aerei. La
causa viene semplicemente attribuita al maltempo".
Anche le piattaforme offshore sono state colpite dal fenomeno:
il primo gennaio del 1995 la piattaforma petrolifera Draupner nel Mar
del Nord è stata colpita da un'onda la cui altezza è stata misurata in
26 metri da un dispositivo di puntamento al laser, mentre le onde che
la circondavano raggiungevano al massimo i 12 metri.
Le
prove oggettive raccolte dai radar di questa e altre piattaforme – i
dati radar del campo petrolifero Goma, nel mar del Nord hanno
registrato 466 incontri con onde anomale in 12 anni - hanno contribuito
a far cambiare posizione anche agli scienziati più scettici. In
precedenza, infatti, i dati statistici raccolti portavano a credere che
deviazioni di simile scala avrebbero potuto verificarsi solo una volta
ogni 10.000 anni.
Il fatto che le onde anomale si verifichino con una certa frequenza
ha importanti conseguenze economiche nonché a livello di sicurezza,
dato che le attuali navi e piattaforme petrolifere offshore sono
costruite per sopportare l'impatto con onde di altezza massima di soli
15 metri.
Nel dicembre del 2000 l'Unione Europea ha avviato un progetto
scientifico denominato MaxWave per confermare la reale incidenza delle
onde anomale, creare un modello interpretativo e vagliare le possibili
implicazioni per i criteri di progettazione delle navi e delle
strutture offshore. Inoltre, nel contesto di MaxWave, per la prima
volta si è fatto ricorso ai dati dei satelliti radar ERS dell'ESA per
realizzare una sorta di censimento globale delle onde anomale.
"Se
non avessimo utilizzato i sensori radar i risultati sarebbero stati
nulli", ha aggiunto Rosenthal, che ha guidato il progetto triennale
MaxWave. "Tutto quello che avevamo all'inizio erano i dati radar
raccolti dalle piattaforme petrolifere. Quindi eravamo interessatissimi
a utilizzare gli ERS."
I veicoli spaziali gemelli dell'ESA ERS-1 e 2 – lanciati
rispettivamente nel luglio del 1991 e nell'aprile del 1995 – sono
entrambi dotati di un radar ad apertura sintetica (SAR) come strumento
principale.
Il SAR opera in parecchie modalità differenti; mentre si trova sul mare
aperto opera in modalità onda, acquisendo ogni 200 km 'immagini' di una
superficie marina delle dimensioni di 10 x 5 km.
Queste
piccole immagini vengono quindi trasformate matematicamente in analisi
dell'intensità e della direzione del moto ondoso, definite spettri di
onde oceaniche. ESA mette a disposizione di tutti questi spettri, che
si dimostrano utilissimi ai centri meteorologici per affinare la
precisione dei modelli di previsione.
"Le immagini non elaborate non erano mai state rese disponibili.
Tuttavia, la loro risoluzione di dieci metri ci suggeriva che potessero
contenere una ricchezza di informazioni senza precedenti", ha
dichiarato Rosenthal. "Gli spettri delle onde oceaniche offrono dati
sullo stato medio del mare ma le immagini non elaborate mostrano
l'altezza delle singole onde, anche di quelle anomale che ci
interessano più da vicino.
"L'ESA ci ha fornito i dati di tre settimane – circa 30.000
immagini in tutto – tutte riferite al periodo approssimativo nel quale
si sono registrati gli incidenti del Bremen e della Caledonian Star. Le
immagini sono poi state inviate al DLR, il più importante centro
aerospaziale della Germania, e qui elaborate e sottoposte a ricerca
automatica per individuare eventuali onde anomale."
A
dispetto del periodo relativamente breve sottoposto a studi, il team
del progetto MaxWave è riuscito a identificare più di dieci onde
anomale di altezza superiore ai 25 metri.
"Dopo aver provato l'esistenza delle onde anomale, in numero
superiore a quello che chiunque potesse sospettare, il passo successivo
è stato quello di analizzarle per creare un possibile modello di
previsione del fenomeno", ha aggiunto Rosenthal. "Alla fine dello
scorso anno il progetto MaxWave è giunto alla propria conclusione
formale, sebbene due sottoprogetti siano ancora in corso – uno
finalizzato all'analisi dei progetti navali per scoprire le cause degli
affondamenti, e l'altro all'esame di altri dati satellitari allo scopo
di individuare un eventuale modello di previsione di questi fenomeni."
Un nuovo progetto di ricerca denominato WaveAtlas utilizzerà
tutte le immagini ERS raccolte in due anni per creare un atlante
mondiale delle onde anomale ed eseguire analisi statistiche sul
fenomeno. Il progetto è guidato da Rosenthal e da Susanne Lehner,
professore associato della divisione di fisica applicata
dell'Università di Miami e collaboratrice del progetto MaxWave
(all'epoca lavorava al DLR).
"Guardare
una serie di immagini produce la sensazione di volare sull'oceano... si
può seguire l'evoluzione delle condizioni del mare come se si fosse
sospesi sull'oceano", riferisce Susanne Lehner. "Le immagini
evidenziano anche altri particolari interessanti, quali iceberg,
macchie di petrolio e imbarcazioni in navigazione, e quindi possono
dimostrarsi utilissime anche per altri campi di studio”.
"Solo i satelliti radar possono fornire i campioni di dati globali
necessari a produrre analisi statistiche davvero valide delle
condizioni oceaniche. Questi strumenti, infatti, consentono di "bucare"
la coltre nuvolosa e di ignorare le condizioni di illuminazione che
limitano notevolmente l'utilità delle loro controparti ottiche. In caso
di tempesta, le immagini radar sono le sole informazioni affidabili
disponibili."
Al momento sono stati individuati alcuni schemi che potrebbero
portare alla realizzazione di un modello di previsione. Le onde anomale
sono spesso associate con siti nei quali le onde ordinarie incontrano
correnti oceaniche e turbolenze. L'intensità della corrente aumenta
l'intensità del moto ondoso, formando onde di dimensioni maggiori –
Lehner paragona il processo a quello che capita nelle lenti ottiche,
che concentrano l'energia in una piccola area.
Questo
è particolarmente vero nel caso della famigerata corrente delle
Agulhas, al largo della costa orientale del Sud Africa, ma
l'associazione fra corrente e onde anomale è stata dimostrata anche per
la corrente del golfo, che giunta nel Nord Atlantico interagisce con il
moto ondoso che scende dal Labrador.
Tuttavia i dati mostrano anche onde anomale che si creano a forte
distanza dalle correnti, spesso in prossimità di fronti temporaleschi e
di zone di bassa pressione. Venti sostenuti di fronti temporaleschi di
lunga durata, superiori alle 12 ore, possono aumentare le dimensioni di
quelle onde che si muovono a una velocità ottimale e in sincronia con
il vento – se le onde sono troppo veloci o troppo lente si distanziano
dal fronte temporalesco e si dissipano.
"Ora conosciamo alcune delle ragioni che portano alla nascita
delle onde anomale, ma non sappiamo certo tutto", ha concluso
Rosenthal. Il progetto WaveAtlas continuerà sino al primo trimestre del
2005.
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Foto meteorologia
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| Onde killer - martes, 06 de junio de 2006 |
| monster waves - martes, 06 de junio de 2006 |
| Piattaforme nellsa tempesta - martes, 06 de junio de 2006 |
| Velocità del vento nella tempesta - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Radar Esa - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Analisi vento ed onde dal Satellite ESA - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Analisi Vento forte col rosso - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Effetti dell'impatto di un'onda anomala sulla prua deella wilstar - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Effetti sulle barche - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Un'onda killer che arriva di poppa, alta e ripida come un muro - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Le grandi onde quando arrivano in costa - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| C'è chi gioca con le grandi onde anomale - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Sono tuttavia uno spettacolo irresistibile - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Ma al largo sono dei veri killer per le navi - miércoles, 07 de junio de 2006 |
| Un'onda sola rovesciò il Gold Bond Convoy - miércoles, 07 de junio de 2006 |
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