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 Pronto soccorso in mare Riduci

L’assistenza Radio Medica IN MARE
L’assistenza Radio Medica del C.I.R.M. è assicurata da medici in servizio continuativo di guardia (H. 24).
I comandi delle navi in navigazione con malati o infortunati a bordo possono contattare il C.I.R.M.
attraverso le seguenti vie:
 Telex 612068 C.I.R.M. I Telefono [+39 ] - 06.54223045
Cellulare [+39 ] - 348 3984229 Fax [+39 ] - 06.5923333
Modulo on line link E-mail: telesoccorso@cirm.it
Stazioni radio costiere italiane
  • Le richieste devono portare la sigla MEDRAD o DH-MEDICO.
Si precisa che il servizio medico del C.I.R.M. è completamente gratuito.
Rivolgersi sempre sollecitamente al CIRM, oltre che per i casi di infortunio o di eclatanti quadri patologici, anche per tutte quelle sintomatologie che, apparentemente insignificanti, potrebbero evolversi in quadri patologici complessi. sala operativa dati statistici 2004

INDICAZIONI DA FORNIRE IN UNA RICHIESTA DI ASSISTENZA MEDICA
 INDIRIZZATA AL CIRM

  • Nome della nave e nominativo radio.
  • Posizione della nave, porto di partenza e di destinazione, tempo stimato di arrivo, rotta e velocità.
  • Età del paziente, nazionalità, qualifica.
  • Respirazione, polso, temperatura e, se possibile, pressione arteriosa.
  • Sintomatologia, localizzazione e tipo dei dolori, nonchè tutte le opportune notizie relative alla malattia.
  • In caso di infortunio, oltre alla sintomatologia , è opportuno indicare il luogo e modalità dell'incidente.
  • Precedenti clinici del paziente.
  • Medicinali disponibili a bordo.
  • Prodotti medicinali eventualmente già somministrati.
Posta elettronica Sala operativa:telesoccorso@cirm.it
Presidenza: presidenza@cirm.it
Amministrazione: sala@cirm.it
Assistenza tecnica: capone@cirm.i

Primo Soccorso:
Il portale Il linguaggio globale svolge un ottimo corso
on line, conciso, ma completo e chiaro.
Una conoscenza dei sistemi di primo intervento può salvare la vita all'infortunato e sarebbe necessario che chiunque fosse esperto di queste tecniche, soprattutto chi va per mare e non ha il 118 a portata di telefono.

A chiunque può capitare di dover prestare soccorso a persone infortunate, ferite o soggette ad attacchi acuti come ad esempio le crisi cardiache.  

Il primo soccorso è l'assistenza prestata alla vittima d’incidente o di malore nell'attesa dell’arrivo del personale qualificato (medico, ambulanza, pronto soccorso ospedaliero).

Responsabilità del primo soccorritore

Il ruolo di chi presta il primo soccorso è molto importante.
Nell’occuparsi di un infortunato, la propria responsabilità comprende:

  • Valutare la situazione
  • Identificare il danno subito dall’infortunato e le sue lesioni
  • Prestare un immediato, appropriato e adeguato soccorso, ricordando bene che un infortunato può avere numerose lesioni e che alcune devono essere trattate con più urgenza di altre
  • Avvertire il soccorso qualificato e in ogni caso assicurare il trasporto dell’infortunato presso un ospedale,  presso un medico o anche a casa sua, secondo la gravità delle sue condizioni.La vostra responsabilità termina solo quando l’infortunato è affidato alle cure di un medico, di un paramedico o d’altre persone del soccorso qualificato.
  • Dovete fare una relazione a chi prenderà in carico l’infortunato, e dovete accertarvi di non essere più d’aiuto.
Provvedimenti organizzativi  In presenza di un incidente o di un malore improvviso, la prima e fondamentale cosa da fare è valutare attentamente la situazione. 

Questo permetterà d’allertare i soccorsi fornendo dati esatti, ed utilizzando quindi le risorse più idonee al tipo d’intervento richiesto.  

Al primo soccorritore sarà quindi richiesto di seguire questi punti:valutare rapidamente la situazionenumero delle persone coinvolte (ricordare che alcune potrebbero essere incoscienti e quindi incapaci di attirarel’attenzione su di sé.presenza d’eventuali / ulteriori pericoli e quindi necessità o meno di attivare altri soccorsi
Protezione e salvataggio del ferito:
Provvedere alla messa in sicurezza della barca e dell'infortunato .
Proteggersi e non toccare mai direttamente i liquidi biologici dell'infortunato. Usare guanti al lattice.
Allontanare i curiosi o chi crea solo confusione, una manovra errata può portare a gravi conseguenze !!

  • Richiedere l’intervento del soccorso specializzato: C.I.R.M.

Rimozione degli indumenti

Autoproteggersi: non entrare in contatto con liquidi biologici (sangue) d’estranei se non si sa perfettamente cosa si rischia.
Rimozione di giacca e cappotto:

Sollevate leggermente l’infortunato e fate scivolare l’indumento sulle spalle.   Piegate il braccio sano e togliete la giacca da quel lato.  Quindi sfilate la manica dalla parte del braccio leso, se necessario tagliando la manica.
Rimozione di camicia o golf:
Toglieteli come la giacca o tagliateli sul davanti o di lato, se necessario.
Rimozione di pantaloni:
Calateli a partire dalla vita per scoprire la coscia, o arrotolateli dal fondo per osservare la gamba e il ginocchio.  Se è necessario tagliate lungo la cucitura laterale.
Rimozione di stivali o scarpe:
Afferrate la caviglia, sciogliete o tagliate eventuali lacci e sfilate con precauzione la scarpa.  Se l’infortunato porta degli stivali che non si possono togliere, con una lama tagliate lungo la cucitura posteriore.
Rimozione di calze:
Se è difficile sfilare le calze, inserite due dita tra la gamba e la calza.  Sollevate la calza e tagliatela con una forbice tra le vostre dita.

Valutazione dello stato del ferito

Lo stato di gravità del ferito può essere valutato ponendosi le seguenti domande:

  • Risponde?       (valutazione stato di coscienza)
  • Respira?           (valutazione arresto respiratorio)
  • Ha polso?        (valutazione arresto cardiaco)
  • Sanguina o ha traumi evidenti?
  • Se non risponde alla voce e/o agli stimoli dolorosi potrebbe essere in stato d’incoscienza, pertanto  si deve porlo nella posizione laterale di sicurezza (da non fare assolutamente se esiste il sospetto di trauma alla colonna vertebrale !!)
  • Se non respira, o il respiro è velocissimo e superficiale o molto rallentato (per gli adulti sono normali 14/16 respiri al minuto) potrebbe trattarsi d’arresto respiratorio o grave insufficienza respiratoria acuta, pertanto si deve praticare la respirazione artificiale.
  • Se non ha polso (battiti assenti per almeno 10 secondi) potrebbe trattarsi d’arresto cardiaco, si deve quindi praticare il massaggio cardiaco.
  • Se sanguina in maniera abbondante la probabile causa è un’emorragia, si deve pertanto comprimere la ferita con materiale assolutamente pulito.

Valutazione dello stato di coscienza e posizione laterale di sicurezza

Per valutare lo stato di coscienza del paziente avvicinarsi e porre semplici domande.
Se non risponde scuoterlo leggermente (attenzione nel caso di vittime d’incidente, si potrebbero aggravare le lesioni!!). 
Se non  ha effetto provare con lo stimolo doloroso (pizzicotti sui capezzoli).   Se la persona non reagisce, o reagisce in maniera disordinata e non mirata ad allontanare il dolore, è da supporre che sia in coma e quindi in grave pericolo di vita.
La persona incosciente è a rischio di soffocamento e va sempre posta in posizione laterale di sicurezza, tranne in caso di sospetta lesione della colonna vertebrale (e tale lesione è sempre da sospettare in caso di trauma)
In questa posizione l’infortunato manterrà le vie aeree libere e la lingua non ricadrà indietro.   Il capo sarà iperesteso (cioè piegato all’indietro), con la bocca aperta, così vomito e altri liquidi potranno defluire liberamente da essa. 
La posizione degli arti permette di mantenere il corpo in posizione stabile e comoda.

 Ustioni termiche e chimiche

Le ustioni sono classificate in vari gradi a seconda della gravità del danno presente ai tessuti:
Primo grado: arrossamento della cute a volte molto doloroso ma generalmente non grave (es. scottatura solare).Sono interessati solo gli strati più superficiali della pelle.
Secondo grado: oltre ad un arrossamento si formano sacche di liquido sieroso (vescicole).  Sono interessati strati più profondi della pelle senza però danni permanenti (a patto di cure appropriate).
Terzo grado: il tessuto appare secco e nerastro a causa della sua distruzione. Solo un intervento di chirurgia plastica può riparare il danno causato.Vi sono altri gradi, di competenza però prettamente medica.
La gravità di un ustione non è data solo dal grado, ma anche dalla sua estensione
E’ comunque da sottolineare che può essere senz’altro più grave (fino al pericolo di morte) un’ustione di primo grado generalizzata (grave scottatura solare) di un ustione di terzo grado localizzata.  Per questo è sempre bene non sottovalutare mai un’ustione e sentire comunque il parere del medico.
Tutte le ustioni vanno immediatamente raffreddate con abbondante acqua corrente e in seguito ricoperte con materiale pulito. 
Per ustioni alle dita, separare le stesse con garze bagnate
Per ustioni agli occhi, coprite entrambi (anche se uno solo è coinvolto) con garze bagnate.
Non cercate mai di staccare oggetti o vestiti bruciati adesi alla pelle del paziente, ma lavare il tutto abbondantemente con acqua corrente e coprire con materiale pulito.

La prassi da seguire per le ustioni chimiche è la stessa delle ustioni termiche, tranne i casi in cui le sostanze chimiche possono reagire con l’acqua (es. calce viva).  In questi casi bisogna prima rimuovere le sostanze con le dovute cautele.
Ustioni e scottature minori:
Mettete la parte ustionata sotto acqua corrente fredda (ma con getto moderato) o immergetela in acqua fredda per 10 minuti, più a lungo se il dolore persiste. 
Se non è disponibile acqua, usate qualsiasi liquido freddo innocuo come latte o birra.
 
Togliete delicatamente anelli, braccialetti, orologi, cinture, scarpe o abiti intorno alla parte ustionata prima che incominci a gonfiare.
Ricoprite la zona con tessuto pulito, possibilmente sterile, che non perda peli.
Non applicate cerotti, non applicate mai alcool, pomate, oli o grassi sull’ustione, non forate le vescicole, non asportate i lembi di pelle  e non intervenite in alcun modo sull’ustione.
Chiamate il soccorso qualificato se avete dubbi sulla sua gravità.

Ustioni da raggi solari:La pelle si presenta arrossata, ipersensibile, gonfia.  Possono esserci vescicole. 
La zona colpita scotta. 
Mettere l’infortunato all’ombra e raffreddare la pelle con spugnature e acqua fredda.  Dategli frequentemente da bere piccoli sorsi d’acqua non gelata. In caso di comparsa di grosse bolle chiamare subito il medico.

Non bucate mai le bolle.
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 Farmaci obbligatori e comnsigliati Riduci

Tabella D - giovedì 6 aprile 2006

Secondo la tabella D  sono OBBLIGATORI:
Contenitore: di materiale rigido, a chiusura stagna, facilmente asportabile e galleggiante;
medicinali per uso estern:
disinfettante a base di ammonio quaternario (un flacone da 250 cc);
Ammoniaca, ma è molto meglio applicare una pomata al cortisone.
Bende di cambric
Cerotto adesivo
Cerottomedicato
Cotone idrofilo
Forbice comune
Garza idrofila compresse sterili.
Garza vaselinata, compresse, con le fitostimoline, Applicare su ferite con perdita di sostanza come abrasioni o ustioni.
Laccio emostatic
o.Da evitarne l'uso il più possibile.
Stecca per fratture
È utile averne una per le gambe ed una per i bracci. La stecca serve per rettilineizzare e per immobilizzare l'arto con fasciatura
.
 
Farmaci consigliati - giovedì 6 aprile 2006
Evitate di comprare le cassette preparate, ma fatevele da voi in farmacia: si risparmia con qualità superiori.
Inoltre vanno integrate con questi prodotti:
Ghiaccio spry e quello sintetico, sono molto utili,  è il medicinale più usato insieme alle pomate tipo Lasonil contro le contusioni.
Antidolorifici "moment 2000" ecc.
Cerotti contro il mal di mare sono indispensabili.
Tachipirina, aspirina
Antistaminici tipo Dirahist o Trimeton ed in pomata Fargan o antiurticanti Ecoval 70.
Antispastici: per es. "Buscopan" confetti da 10 mg;
Antiacidi: utili in caso di acidità di stomaco per es. "Maalox" compresse;
Antibiotici: per es. "Amplital" compresse da 500 mg indicato nel primo approccio alle infezioni con febbre tipo otiti, tonsilliti, bronchiti, e un antibiotico intestinale per es. "Bimixin" compresse da 25 mg, nelle gastroenteriti con diarrea;
lassativi:miniclisteri.
Il primo soccorso - sabato 29 aprile 2006
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Difficoltà respiratorie - sabato 29 aprile 2006
Una persona con gravi difficoltà respiratorie, o in arresto respiratorio, si riconosce facilmente:
dalla colorazione cianotica delle labbra, dei lobi, o del volto in generale e dall’assenza ,o irregolarità, del movimento toracico e addominale (troppo frequente e superficiale o profondo ma troppo rallentato).  Inoltre la scarsa o assente ossigenazione cerebrale prolungata causa lo svenimento della persona che sarà quindi incosciente.
Accostando l’orecchio alla sua bocca, guardando verso il torace e l’addome si può sentire sulla pelle l’aria che fuoriesce e contemporaneamente vedere il movimento dell’addome.  Questo è in assoluto il metodo di valutazione migliore.  L’osservazione va fatta per almeno 5 secondi.
Prima però occorre accertarsi che le vie aeree dell’infortunato siano libere e sgombre da solidi (cibo od oggetti accidentalmente introdotti) o liquidi (sangue, vomito, ecc) procedendo eventualmente alla loro liberazione con le dita o, nel caso di liquidi, adottando la posizione laterale di sicurezza. 
Non perdere tempo a cercare cause di ostruzione non visibili
Dopo aver verificato lo stato di arresto respiratorio è essenziale iniziare immediatamente la respirazione artificiale.  Il paziente va posto supino, possibilmente su un piano rigido; nello spostamento del paziente traumatizzato da evitare per il personale non qualificato se non è strettamente necessario preservare l’allineamento testa-collo-schiena per evitare danni permanenti alla colonna vertebrale.

 
Massaggio cardiaco e respirazione artificiale - sabato 29 aprile 2006
Se oltre all’arresto respiratorio c’è anche l’arresto cardiaco è necessario praticare il massaggio cardiaco esterno associato al bocca a bocca.
Senza il cuore per far circolare il sangue, l’ossigeno non può raggiungere il cervello dell’infortunato.
Stendete il ferito sul dorso, su un piano duro. Inginocchiatevi vicino al torace, all’altezza del cuore. 
Localizzate la metà inferiore dello sterno, prendendo la misura con le due mani con in pollici uniti, a metà strada tra la parte alta dello sterno e l’appendice xifoide (la sua parte più bassa). 
Appoggiate la base del palmo della mano sulla metà inferiore dello sterno tenendo le dita sollevate dalle coste
Coprite questa mano con la base del palmo dell’altra mano (intrecciando eventualmente le dita).
Tenete le braccia tese e chinatevi in avanti in modo che le vostre braccia siano verticali. 
Premete sulla metà inferiore dello sterno (da 3 a 4 cm d’affossamento per l’adulto medio).
Sollevatevi e rilasciate la pressione. 
Praticate 15 compressioni alla frequenza di 60 al minuto (per trovare la frequenza corretta contare 1 e 2 e 3, così di seguito fino a 15). 
Praticate due insufflazioni col bocca a bocca.
Continuate con 10 compressioni seguite da 2 insufflazioni, prendendo il polso carotideo dopo il primo minuto. 
In seguito controllate se il cuore batte ogni 12 cicli circa.
Emorragie - sabato 29 aprile 2006
Provvedimenti in caso di forte emorragia esterna:
Adagiare il paziente in posizione supina (la perdita massiva di sangue causa una diminuzione di pressione con conseguente possibilità di svenimento.
Comprimere la ferita con garza, fazzoletti, materiale pulito
Se la ferita è all’estremità di un arto lo si può sollevare verso l’alto.Per arrestare un’emorragia senza interferire col resto della circolazione, dovete premere direttamente sulla ferita.
Questo tamponamento comprime i vasi sanguigni sul posto e rallenta il flusso del sangue, favorendo la formazione di un coagulo. 
Il tamponamento deve essere mantenuto da 5 a 10 minuti, per evitare la ripresa spontanea dell’emorragia.
Se c’è un corpo estraneo conficcato nella ferita, si applica la compressione lateralmente
Se possibile, sollevate la parte colpita e mantenetela sollevata: ciò diminuirà l’apporto di sangue.  
Se l’emorragia non può essere arrestata col tamponamento, o se è impossibile effettuare un’efficace compressione in loco (per esempio se ci sono gravi lacerazioni), potete arrestarla con la compressione a distanza fatta sul punto di compressione giusto, sempre tra la ferita e il cuore. 
Questo metodo viene usato per controllare l’emorragia arteriosa. 
Il punto di compressione è il luogo dove potete comprimere un’arteria contro l’osso sottostante per impedire il flusso del sangue ol 
Emorragie interne - sabato 29 aprile 2006
Sono le più pericolose, poichè non visibili.
L'infortunato è in stato di shock, ossia diminuzione di pressione sanguigna e minore apporto di sangue agli organi vitali.
Il polso è rapido e debole.
E' presente la sudorazione, pallore ed anche incoscienza.
Va sdraiato orizzontale;
Coperto adeguatamente.
Sollevare le gambe per favorire l'afflusso di sangue agli organi vitali ed al cervello. Vi è pericolo di vita.
Bisogna ospedalizzarlo al più presto.
 
Emorragie dal naso - sabato 29 aprile 2006
E’ una situazione abbastanza comune dovuta ad una emorragia dei vasi sanguigni presenti nelle fosse nasali.  Tuttavia il sangue che esce dal naso, dopo evento traumatico, potrebbe essere indicativo di una frattura cranica.
Fate sedere l’infortunato con la testa leggermente china in avanti,
slacciategli gli abiti intorno al collo e al torace. 
Consigliategli di respirare con al bocca e di pinzare il naso con due dita.  Se ha del sangue in bocca fateglielo sputare, perché il sangue deglutito provoca nausea e vomito. 
Dopo 10 minuti smettete la pressione alle narici
Se il sangue non è cessato continuate il trattamento per altri 10 minuti. 
Non fategli mai sollevare il capo. A emorragia cessata, consigliategli di non fare sforzi e di non soffiare il naso per almeno 4 ore, per non impedire la formazione del coagulo.  Se l’emorragia continua per più di 30 minuti, o riprende, chiamate il medico.
 
Le ferite - domenica 30 aprile 2006
Le piccole ferite vanno lasciate sanguinare per qualche secondo. 
Se continua a sanguinare effettuate la compressione locale quindi ricoprite le piccola ferita con un cerotto e tenete sollevata la parte lesa. 
Per la disinfezione usare solo disinfettanti quali l’Acqua Ossigenata.  
Per ferite di maggiore entità, fare pressione e fermare l’emorragia con materiale pulito. Evitare di usare disinfettanti direttamente sulla stessa. Valutare la possibilità di sutura.
Ferite al cuoio capelluto
Le lesioni al cuoio capelluto avvengono spesso in seguito a cadute accidentali.  In genere sanguinano molto perché la zona è molto vascolarizzata. L’emorragia può apparire più grave di quanto non sia, ma può essere associata anche alla frattura del cranio. 
Arrestate l’emorragia effettuando la compressione locale.  Mettete una garza, o un tampone sterile, più grande della ferita, sul cuoio capelluto e fasciatelo abbastanza stretto (il bendaggio del capo non ha lo scopo di arrestare l’emorragia, tiene solo fermo il tampone). 
Se c’è una frattura o un corpo estraneo non praticate la compressione locale
Se l’infortunato è cosciente, fatelo sdraiare col capo e le spalle leggermente sollevate.  Controllate respiro, polso, e grado di risposta agli stimoli ogni 10 minuti. 

 
Ferite agli occhi - domenica 30 aprile 2006
Tutte le lesioni all’occhio sono potenzialmente gravi, anche le escoriazioni superficiali possono scalfire la cornea o provocare infezioni. 
In caso di lesione oculare si può avere la perdita parziale o totale della vista dall’occhio colpito, anche senza lesioni visibili. 
Altri sintomi sono dolore e occhio iniettato di sangue, perdita di sangue o di liquido chiaro dalla ferita oculare, con perdita della sfericità del globo. 
Fate sdraiare il paziente sul dorso e tenetegli la testa immobile, non tentate di rimuovere eventuali corpi estranei conficcati nell’occhio.
Fate chiudere l’occhio e ricopritelo con una compressa sterile non medicata e assicuratela con un bendaggio poco teso. 
Per evitare movimenti dell’occhio infortunato può essere consigliabile bendare anche l’occhio sano.  Provvedete al ricovero mantenendo l’infortunato disteso.
 

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