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Resinare
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LE RESINE EPOSSIDICHE
La resina epossidica è una colla, mentre la resina polyestere non lo è.
La resina epossidica non crea osmosi a contatto con l ’acqua, mentre quella polyestere può farlo.
La resina epossidica, a secondo le formulazioni può essere multifunzionale,
cioè adatta per tutti i lavori della nautica.
E' stata una vera rivoluzione per l'utilizzo e la manutenzione di tutti
i compositi ed anche per il legno, come vedremo successivamente.
Per dare un'idea grossolana, la costruzione ed il trattamento con
resina epossidica per i materiali compositi ed il legno è paragonabile
alla zincatura a caldo per il ferro.
La resina epossidica "a vista" non è resistente agli agenti atmosferici
soprattutto si degrada con i raggi U.V. e va ricoperta da adeguata vernice o smalto. Tuttavia è il sottofondo
principale per tutti i materiali immersi e non ( compreso il ferro e la
ghisa per i bulbi) perchè frappone una barriera invalicabile
all'umidità.
Dunque gli smalti e tutte le altre vernici non necessitano più di avere
la caratteristica anche di preservare il supporto in tutta la propria
integrità. Adesso si devono limitare ad avere "solo" un buona
resistenza estetica agli agenti atmosferici.
Esistono una quantità di formulazioni che rendono le resine più o meno
dense e di catalizzatori più o meno rapidi addirittura anche ritardanti
anti raggi U.V.oppure coloranti per avere un unica lavorazione Questo evidentemente per i diversi impieghi ed anche
per i diversi ambienti (più caldo, più umido ecc.) noi qui non possiamo
analizzare tutti i prodotti, ma soltanto far comprendere che non si
deve usare un solo tipo di epossidica.
Infatti esiste il tipo specifico per ciascun lavoro che si debba
intraprendere. Sarà poi il venditore scelto a dover dare il prodotto
adatto.
Non vi fidate di chi con due prodotti vorrebbe risolvere tutti i
problemi della riparazione della barca. La ditta Cecchi a Viareggio e
Firenze ha una buona qualità, ma ottime sono anche le Veneziani e l'international p. Questi prodotti sono nel ns. catalogo con sconto per i soci.
Inoltre importanti sono anche le pompette dosatrici e relative
istruzioni di portata per una esatta miscelazione dei prodotti
A+B(catalizzatore).
I barattoli e bicchierotti di carta vanno bene per miscelare il
prodotto prima di versarlo di volta in volta nella bacinella del rullo.
In questo modo aumentate il POT-LIFE (durata della miscela). -Non diluire mai la resina, ma usare un phon per scaldarla e si ammorbidisce fino a diventare fluida come acqua.- -Usare vernici anti UV per proteggerla dai raggi-
GLI IMPIEGHI nella riparazione e MANUTENZIONE della barca
1-Il trattamento antiosmosi
è il campo di applicazione primario e viene fatto con resina epossidica
di adeguata viscosità rapporto2:1;dopo aver preparato il fondo e tolto
l'umidità dalle "bolle". Vedi ANTIOSMOSI.
2-Incollaggio di quasiasi materiale. Con rapporto 2:1 per
incollaggi normali, di grandissima affidabilità, ideale per tutti i
lavori in genere sia sotto che sopra la linea di galleggiamento. Con
l'aggiunta di microfibre minerali o naturali, oppure con Addensante
crea filetti laterali (cioè quei rinforzi che incollano anche a T le
strutture) Da notare che non occorrono più i rinforzi in tessuto di
vetroresina!
Se non collimanti si usa il tipo con una formulazione 1:1 tixotropica, cioè densa, per riempire gli spazi.
Per lavori rapidi si usa il Fast sistema epossidico ultraveloce (10 minuti di presa)con rapporto 1:1 in peso. Eccezionale per incollare velocemente tutto.
3-Sistema epossidico in rapporto 1:1 in volume, con lungo periodo di
durata
della miscela e consistenza della miscelazione leggermente mielosa.
Partico-
larmente idoneo a lavorare su superfici non asciutte, indicatissimo per
carene
in legno di barche in esercizio continuo, che hanno poco tempo per
stare a secco, quale sottofondo per la sua alta aderenza su superfici
precarie e ciclo protettivo risolutivo che rinsalda il legno. E' ideale
per colate in parti scatolate o inaccessibili, con l ’aggiunta di
microsfere,perché colma gli spazi e impedisce il ristagno dell ’acqua,
assicurando un perfetto mantenimento nel tempo,di rinforzi metallici,
perni e viti.
GLI ADDITIVI alle resine epossidiche.
Si possono aggiungere (mescolare-miscelare) “polveri ” che danno luogo
a prodotti con caratteristiche diverse da quelle della normale
miscelazione della
resina A + il catalizzatore B. Il prodotto che ne risulta è
incrementato meccanicamente da queste polveri che possono anche essere
miscelate insieme prima a discrezione e poi immesse in percentuale
nella resina. Ogni azienda ha i suoi tipi che io qui indico per
categorie:
MICROFIBRE NATURALI sono polvere filamentosa finissima,con basso
peso specifico,di colore bianco,che aggiunta in piccola proporzione
(12%in volume) serve per incollare.
MICROFIBRE MINERALI ,sono una frammentazione finissima di vetro
filiforme,premiscelato,per restare anche in verticale,come stucco,
quando aggiunta nella quantità di circa il 50-60%in peso. Serve per
riempire e consolidare.
MICROSFERE FENOLICHE ,hanno le caratteristiche delle
precedenti,ma sono di origine fenolica, colore marrone ,ancora più
leggere e fini. Ottime da carteggiare. MICROSFERE BIANCHE, Creano stucchi e collanti resistentissimi.
ADDENSANTI per rendere più pastosi e spatolabili in verticale questi composti.
Questi prodotti già miscelati sono sempre più disponibili in confezioni piccole già preparate tipo a siringa ecc.
Come protezione ed incollaggio del compensato marino: Carteggiare molto bene il legno da ogni residuo di vecchie vernici e/o impregnanti, finirlo con carta finissima, una mano di resina epossidica, resa più fluida dall'aria calda di un fon(mai usare diluenti, si degrada)si può scaldare fino a 60 gradi e diventa come acqua, pennellare continuamente fino che il legno assorbe. Attendere 24 ore e ricarteggiare con carta fine, per togliere il pelo del legno che nell'assorbire la resina si è alzato. Dare una seconda mano di resina a temperatura normale (superiore a 10°), dopo 24 ore altra carteggiata finissima. Se si vuole tenere il legno a vista dare 4 mani di flatting anti UV (l'unica cosa che deteriora l'epossidica sono gli UV). Per un bagno va benissimo due mani di vernice bianca bicomponente e per 10 anni non si deve più farci niente. -Pareti: Per il pagliolo, vedi sopra la prima mano, se ha crepette una seconda mano con adittivo (fenolico se tipo mogano, oppure segatura finissima dello stesso legno e un poco di microfibre)e come finale una coppale bicomponente con adottivo antiskid (antisdrucciolo) sotto , dopo l'epox va bene qualunque cosa, basta che non prenda il sole. -Paglioli: Se si deve sigillare tra pagliolo e pareti l'unica cosa e la resina epox...si bagna prima le parti con resina pura, poi si aggiunge alla resina gli adittivi (microsfere, microfiller,fibre minerali ecc) quando è diventata dura come uno stucco si stende sui punti di incollaggio con una spatola semitonda così da formare un cordolino. In quel punto non si staccherà mai più. La resina la puoi usare anche colorata per evitare di fare doppi lavori
Fai da te
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