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 Cronaca-2006 Riduci

24.06.2006

Affonda barca, tutte salve le persone a bordo

- E' successo a Vada; al momento dell'incidente gli occupanti sono riusciti a richiamare l'attenzione di altri natanti



Un'imbarcazione di circa 10 metri e' affondata nel primo pomeriggio a cento metri a largo del faro di Vada. Tutti salvi gli occupanti della barca che e' andata a fondo di poppa, rimanendo per qualche tempo con la prua fuori dall'acqua. Si tratta di un cabinato con sei persone a bordo, che sono state tratte in salvo da altri natanti che si trovavano in zona e che prontamente hanno soccorso l' equipaggio in difficolta'. Sul posto anche una motovedetta della guardia costiera che sta vagliando le cause dell' incidente. Tuttavia per stabilire le cause sara' necessario recuperare il relitto adagiato su un fondale di circa 10 metri.

02.06.2006


"Tre cadaveri sono stati trovati da un peschereccio italiano nel tratto di mare che separa la Sicilia dalla Libia.

L'imbarcazione ha portato i tre corpi a Misurata in Libia ed è attualmente trattenuta per gli accertamenti del caso. I tre corpi sarebbero rimasti impigliati nelle reti durante le pesca.

Nello stesso tratto di mare un'imbarcazione spagnola, ha recuperato 9 naufraghi che avrebbero riferito di almeno otto dispersi dopo un naufragio. I migranti hanno raccontato di essere partiti dalla Libia e che la loro imbarcazione si è ribaltata per le cattive condizioni del mare."

Fonte:L'Unità

01.06.2006


Un traghetto della TTT line, il «Partenope»,

con circa 400 passeggeri a bordo, in servizio da Napoli a Catania, è rimasto bloccato nel Tirreno a circa 150 miglia a largo di Salerno per un'avaria a motori. La compagnia ha inviato sul posto un altro traghetto il «Trinacria» per rimorochiare il mezzo rimasto bloccato. Nella zona le condizioni meteo-marine sono di mare forza 3 in peggioramento.L' imbarcazione è stata agganciata con i cavi di rimorchio dall' altra nave della stessa compagnia e viene ora trasferita verso il porto di Napoli. Le condizioni di tutti i passeggeri sono buone. A bordo, a parte il disagio, non si sono registrati particolari problemi. Le due navi procedono a velocità ridotta per evitare di spezzare il cavo del rimorchio. Il traghetto sul quale si è verificata l'avaria era partito alle 21 di mercoledì sera da Napoli e sarebbe dovuto arrivare a Catania in mattinata.

Mercoledì 31 Maggio 2006  14:52


PESCHERECCIO AFFONDATO in Adriatico, La capitaneria di porto ha recuperato questa mattina il corpo di Salvatore Calise, il capitano del peschereccio Vito Padre, affondato ieri nel mare in burrasca tra le Marche e l'Abruzzo.

Il cadavere si trovava 3 miglia al largo di Giulianova, in provincia di Teramo. Proseguono intanto le ricerche dell'altro disperso nel naufragio, mentre il terzo componente dell'equipaggio invece era stato tratto in salvo ieri.

Le operazioni di soccorso non sono state interrotte nonostante le cattive condizioni del mare. Un terzo uomo, superstite dell'incidente, e' stato tratto in salvo e ha riferito di aver visto almeno uno dei due aggrappato a un relitto. Purtroppo con quest'ultimo ritrovamento, salgono a due i morti causati dal naufragio del peschereccio affondato ieri sera nel mare Adriatico, all'altezza di San Benedetto del Tronto.ASCOLI PICENO

- Il cadavere dell'ultimo marinaio disperso nel mar Adriatico e' stato ritrovato alle 9.50 di stamane dalla Guardia costiera al largo di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, e trasportato dai mezzi della Guardia COstiera a Giulianova.

Il Primo Nucleo Operatori Subacquei e la Guardia Costiera stanno effettuando sul relitto tutti i rilievi del caso

1.06.2006

RITROVAMENTO “VITO PADRE” Alle prime luci dell’alba gli operatori subacquei hanno indivuato, a 3,5 miglia a nord-ovest dal porto di San Benedetto, la “carcassa” del “Vito Padre”. Gli stessi hanno effettuato le prime riprese che ora passeranno al vaglio delle autorità preposte per tentare di ricostruire la dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi più probabili quella che fa capo all’anomala ondata di maltempo che ha colpito il medio-Adriatico, con diverse imbarcazioni in difficoltà tra le Marche e l’Abruzzo.

«Stiamo montando le immagini – rivela il vicecapitano della Capitaneria di Porto di San Benedetto Luigi Piccioli – da domani mattina potremo cominciare a studiare il “caso” in maniera dettagliata. Al momento reputo superficiale e inutile la formulazione di ipotesi riguardo le cause che hanno portato al tragico sinistro, fermo restando che l’anomala ondata di maltempo che ieri si è abbattuta sul medio-Adriatico, hanno creato non poche difficoltà a molte imbarcazioni che navigavano tra le Marche e l’Abruzzo.».

PARIGI, 28 MAG - Ritrovato il relitto del peschereccio naufragato venerdi'26.5.06, a bordo del quale si trovavano Edouard Michelin ed un amico esperto pescatore.


L'industriale era stato ritrovato la stessa giornata, mentre il marinaio Guillaume Normant e' ancora disperso.

Il relitto si trova ad una settantina di metri di profondita'.

Per stabilire le cause del naufragio e' stata aperta un' inchiesta giudiziaria. L'autopsia eseguita su Michelin, che aveva 43 anni, ha gia' stabilito che e' morto annegato.

 25/05/06 Peschereccio Dinish


Irlanda, un morto e due marinai dispersi.

E' di un marinaio spagnolo morto e due dispersi il bilancio di un naufragio al largo delle Isole Scilly, circa 230 chilometri a sud delle coste irlandesi. I mezzi di soccorso hanno tratto in salvo 7 membri dell'equipaggio del peschereccio "Dinish", mentre continuano le ricerche di due che mancano all'appello.

El barco, de 20 metros de eslora, se hundió en apenas 10 minutos en una fosa de 2.000 metros de profundidad situada a unos 273 kilómetros al suroeste de las islas británicas del Scilly, al sur de Inglaterra.

El "Dinish", que está registrado en el puerto de Castletownbere, en el condado de Cork, tenía 30 años de antigüedad y contaba con una tripulación de siete españoles y tres africanos.

Debido a la mala visibilidad en la zona, la búsqueda de los dos desaparecidos ha sido cancelada, agregaron fuentes oficiales.

Tras recibir la señal de auxilio la pasada noche, los guardacostas de Falmouth (sureste inglés) enviaron dos helicópteros, un avión de rescate y se solicitó ayuda a todas las embarcaciones que pudieran estar en el área.

Al parecer, el pesquero, que envió una señal de auxilio sobre las 20.34 GMT del miércoles, se dirigía a un puerto irlandés cuando se produjo el naufragio.

Seis marineros (cinco españoles y un senegalés) fueron rescatados por el barco mercante "Stena Contest", mientras que el capitán, español, fue rescatado por el barco "Stolt Capability", según un portavoz del servicio de guardacostas de Falmouth.

La misma fuente precisó  que los marineros rescatados aún no han llegado a puerto y se espera que lo hagan en las próximas horas.


24.05.2006

Francia: onda anomala di 20 mt. colpisce il traghetto e lo danneggia.

Il " Pont Aven" è un Ferry di 185 mèt di lunghezza, 31 di larghezza, con motorizzazione di CV 58 000 . Costruito per traversate nel golfo di Bisacaglia, è la nave ammiraglia della compagnia bretone.

Dimanche soir, malgré des conditions de météo fortes, le Pont Aven prenait la mer, et c'est dans la soirée au large de Ouessant qu'il a rencontré une vague de pas loin de 20 mètres de haut. Le choc a détruit les vitres du pont promenade, et la mer a envahi 150 cabines. Quelques couples déjà couchés ont étés pris d'inquiétude, pensant que le navire était en train de couler.

Heureusement, la structure du bateau, et sa propulsion n'étaient pas endommagées, le commandant de bord a alors mit le cap sur Roscoff, faisant ainsi route vent arrière avec la mer.

Les avaries sont mineures, et il reprendra du service à la fin de cette semaine d'après les responsables de la Britanny Ferries.

Les "vagues solitaires", parfois nommées "vagues scélérates" (mais ce serait donner a une vague des intentions qu'elle ne peut avoir), longtemps considérées comme un mythe, sont une réalité reconnue aujourd'hui. Aucune explication ne fait l'unanimité pour expliquer le phénomène. Il se pourrait qu'une vague absorbe l'énergie de ses voisines, ou qu'un courant contraire au train de houle puisse soulever une vague de ce train, ou encore que la remontée du plancher océanique en soit responsable. Il n'empêche que le constat existe de vagues pouvant atteindre 30 mètres de haut, mais la fréquence d'observation est si faible qu'heureusement, peu de marins au long court en seront les témoins.

Ayant supporté une telle fortune de mer avec si peu de dégâts, le Pont Aven semble être un navire très marin.

23 maggio 2006


Volvo Ocean Race:

naufragio di "Movistar" -Morte in mare del trimmer di Abm Amro Two

Hans Horrevoets caduto in mare il 18.05.06

fonte: Bolina

"Abbandonata al largo della Cornovaglia la barca del team spagnolo a causa del cedimento della chiglia basculante. L’equipaggio è stato tratto in salvo da "Abn Amro Two".

Si trovava a circa 300 miglia dalla costa della Cornovaglia il 20 maggio, "Movistar", la barca del team spagnolo in gara nella Volvo Ocean Race (il giro del mondo a tappe) quando improvvisamente a bordo si è sentito un fragoroso rumore nello scafo. L'imbarcazione navigava a una velocità di circa 25 nodi su onde alte oltre sei metri e il sistema di chiglia basculante ha ceduto provocando una vistosa delaminazone dello scafo. Immediatamente i membri dell’equipaggio si sono adoperati per tamponare la falla e per attivare i sistemi di pompe di sentina.

Ma quando lo skipper Bouwe Bekking ha relizzato che l’acqua entrava a bordo in una quantità impossibile da gestire ha allertato il quartier Generale della regata affinché fossero attivati i soccorsi e ha preparato il suo equipaggio ad abbandonare la barca.

E ad andare in soccorso all’equipaggio spagnolo è stato il team "Abn Amro Two", di ritorno in volata in Inghilterra dopo la drammatica perdita di un membro dell’equipaggio, il trimmer olandese Hans Horrevoets caduto in mare il 18 maggio e recuperato esanime.

L’equipaggio di "Movistar" si è trasferito incolume su "Abm Amro Two" utilizzando una zattera di salvataggio per fare da spola tra una barca e l’altra e trasportare persone e viveri.

Nel frattempo "Abm Amro One" il 20 maggio alle ore 02,30 Utc al comando di Mike Sanderson ha tagliato per prima il traguardo di Lizard Point e facendo quindi ingresso nel porto di Portsmouth. Suo quindi il primo posto nella settima tappa del giro del mondo. Al secondo posto si è piazzato "Ericsson Racing Team" al comando di Neal McDonald seguito da "Pirates of Carribean" di Paul Cayard e "Brasil 1" di Torben Grael.

"Abm Amro One" si conferma quindi in testa alla classifica generale della regata seguita in ordine da "Pirates of the Caribbean", "Movistar", "Brasil 1", "Abn Amro Two", "Ericson" e "Brunel".

La classifica della "Volvo Ocean Race"

ABN Amro One: 84,5 punti

Pirates of the Caribbean: 59,5 punti

Brasil 1: 52,0 punti

ABN Amro Two: 48,5 punti

Movistar: 48,00 punti

Ericsson Racing Team: 45,0 punti

Brunel: 8,00 punti

Tratto da: Bolina

09/05/06


Tratto da:Volvo Ocean Race

Thu, 18 May 2006 19:30:00 UTC

Way back in October Hans Horrevoets was standing beside a swimming pool in Sanxenxo beaming a huge smile. It wasn’t an uncommon sight to see a grin spread across the Dutchman’s face, in fact anyone who ever met the guy would be all too familiar with it.

He smiled about everything, even on that rainy day at a sea safety course in Sanxenxo. “You spend so much time preparing for the race, you just want the thing to start.” That was Hans Horrevoets in a nutshell; enthusiasm and happiness. Whether you knew him for a year or a day or a lifetime, his happiness was infectious.

His happiness at the race’s looming start was even more for his crewmates than himself. He was about to join a group of unknown sailors, selected by him, into the world’s most hostile conditions. “This is their dream, I’m excited for them,” he had said in October. That the ABN AMRO TWO project has gone on to be such a success and each of the talents he spotted have delivered on their potential made him, “So, so proud. They are all living a dream.”

But it was also his dream. He loved this race. It had been an ambition towards which he had strived since he was a boy. On his website he wrote, “As a child, I just had one goal in my life: sailing regattas! My biggest dream was sailing the Whitbread Round the World Race. Racing around the world on a W60 was my largest passion.

“Heavy crew selections, trainee ships at Quantum Sails and North Sails and many visits to a fitness center helped me make my dream come true in 1997/1998. As a trimmer and a sail maker on board Brunel Sunergy I sailed all legs. I was only 22 years old when the Race began. This was an experience no one can ever take away from me!”

To get that opportunity again this time round was, as he said, “Just magic.”

Such passion didn’t dwindle during 32 years of a life that ended so abruptly this morning. He was never anything less than enthusiastic and happy. Even when performances were bad he could be found laughing in the bar or with his family, friends and crew mates, for sailing to Hans was so much more than a job. It was, like it is for so many who make a living from this sport, far more enriching than that. Sailing, for Hans, satisfied a need for adventure, a desire to be tested, and above all it allowed him to be close to the ocean.

That the sport and ocean he loved so much led to his death was a possibility he always knew existed. He spelled out the risks himself immediately ahead of the fleet’s first leg departure to Cape Town.

“It can be scary, yes. But it is why we race. The families get more worried than we do, this is just what we do. The guys are all excellent sailors and this for them is a big chance to make a name for themselves. Yes, it can be dangerous, of course it can, but what if we didn’t sail? Life would be boring, and you could just die in a car crash,” he said.

His other passion was his family. Partner Petra was always on the dock at arrivals cheering with Bobbi, their infant daughter. His big smile from the boat was always aimed at them. Their hug would always come before the journalists’ interview. Even when the team finished last into Baltimore he refuted a reporter’s suggestion that he must be devastated. “Why devastated? We are very competitive and love to do well, but I have been away and now I’m going to see my beautiful family. In a few days I’ll go sailing again. Nice life!”

But beyond the loss, people are already beginning to realise the huge gain they made in their lives having met Hans. He will be missed, but also fondly remembered with a smile.

- PARIGI - Un peschereccio è naufragato


questa mattina nel canale della Manica, 15 km a nord-ovest di Cap d'Antifer (Seine Maritime). Secondo la Prefettura marittima di Cherbourg, l'incidente ha provocato la morte di due membri dell'equipaggio. Un terzo sarebbe invece disperso.

Il centro regionale operazionale di sorveglianza e salvataggio in mare di Jobourg è stato allertato verso le 4,30 di questa mattina da un allarme lanciato dal "Gwel Vo", un motopeschereccio di 12 metri, immatricolato a Le Havre, con tre uomini a bordo.

Poco dopo un elicottero della marina ha localizzato in mare due corpi senza vita che sono stati poi recuperati. I resti del peschereccio non sono stati ancora ritrovati, mentre un gommone di salvataggio è stato rinvenuto vuoto. Sono in corso le operazioni di soccorso per cercare di ritrovare l'uomo disperso.

La temperatura dell'acqua è di circa 10 gradi, corrispondente ad una speranza di sopravvivenza in mare dalle due alle cinque ore, secondo la resistenza della persona. Sull'incidente è stata aperta un inchiesta.

Quanto alle cause del naufragio, secondo il Procuratore della Repubblica Jean Marc Bosc, "tutte le ipotesi" sono "aperte". Il presidente del comitato locale di pesca, Frederic Herreman, ha precisato che il Gwel Lo era "un'ottimo peschereccio, mantenuto in buone condizioni".

(AGE)

YACHT ALLA DERIVA, SI SALVA GRAZIE AL TELEFONINO


La disavventura di una turista inglese a bordo di un'imbarcazione in panne al largo dell'isola di Lombok, in Indonesia: la ragazza ha inviato un sms al findanzato in Gran Bretagna che ha dato l'allarme

LONDRA, 15 FEBBRAIO 2006 - Una turista britannica imbarcata su uno yacht alla deriva al largo dell'Indonesia ha dato l'allarme inviando un messaggio dal suo cellulare al suo ragazzo all'altro capo del mondo. Lo riferisce oggi la stampa britannica.

Rebecca Fyfe era una delle 18 persone a bordo dell'imbarcazione presa a nolo, il cui motore è andato in panne nei pressi dell'isola di Lombok. Non essendo riuscita a contattare nessuno in Indonesia, la ragazza ha mandato un messaggio in Gran Bretagna al suo ragazzo, Nick Hodgson, chiedendogli di dare l'allarme.

Hodgson è riuscito a parlare con Rebecca prima che si scaricasse la batteria del suo telefonino, poi ha chiamato i servizi di soccorso britannici.

Ma la vicenda ancora non era finita, perchè i britannici non sono riusciti a contattare nessuno in Indonesia e l'Sos è infine giunto a un centro di soccorso marittimo di Canberra, in Australia. Da lì è stata finalmente allertata Giakarta e una nave della marina da guerra indonesiana è stata inviata a recuperare lo yacht.


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