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 Pirati Riduci


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 PIRATERIA Riduci

Peter Blake
La storia di pirateria che ha fatto più scalpore di recente è stata l'uccisione di Peter Blake in Amazzonia nel dicembre del 2001.
Blake nacque nel 1947 in Nuova Zelanda, è stato sicuramente il più grande navigatore di questo secolo con numerose partecipazioni all'America's Cup ed alla Withbread, senza contare agli innumerevoli successi nella vela d'altura.
Blake stava partecipando a una spedizione scientifica nella regione amazzonica su una barca che era stata di proprietà dell'esploratore francese Jean-Louis Etienne. L'omicidio avvenne nello stato di Amapà, nel nord del Brasile, nella barca all'ancora nel porto di Macapà, a ridosso del Suriname e della Guayana francese.
I pirati abitualmente attaccano le barche e le navi all'ormeggio in porti poco protetti dalla polizia.
La polizia brasiliana ha spiegato che a compiere l'omicidio è stato un gruppo di pirati conosciuti nella regione come "ratos da agua", topi di fiume: armati e mascherati sono saliti a bordo del veliero di soppiatto, di notte.
 La rapina è finita con una sparatoria poichè, secondo la polizia, Blake ha reagito. Due membri dell'equipaggio di Blake sono stati feriti in modo serio e trasportati in ospedale.  Il grande navigatore è stato ucciso sul colpo.
I "topi di fiume" sono poi fuggiti rubando il motore del veliero e un orologio.


Qui si raccoglieranno i racconti più importanti dei gialli e degli assalti di pirati moderni.Murat Rais in a good moodit's a Corsair galleyMurat Rais
Saturday, November 5, 2005; Posted: 9:45 p.m. EST (02:45 GMT)
Seabourn Spirit
The ship was on a cruise from Alexandria in Egypt
(CNN) -- A luxury cruise line will re-evaluate whether to offer future cruises off the coast of Somalia after pirates attempted to attack one of its ships early Saturday.

The pirates were in two small boats and were carrying machine guns and a rocket-propelled grenade when they attempted the attack on Seabourn Cruise Lines' "Spirit" about 5:35 a.m. local time Saturday, Deborah Natansohn, president of the cruise line, told CNNRadio.

The ship was carrying 150 passengers and a crew of about 160.

The ship, she said, immediately instituted its emergency response system. "The occupants of those boats did not succeed in boarding the ship and eventually turned away ... our captain and crew did a terrific job taking responsive action."

Passenger Mike Rogers of Vancouver, Canada, said the pirates were shooting and sending rockets at the boat. (Watch how cruise ship outran pirates -- 1:28)

"The captain tried to run one of the boats over, but they were small boats, about 25 feet long," he told CNNRadio affiliate CKNW in Vancouver.

"Each one had four or five people on it, and (the captain) said he was going to do anything to keep them from getting on board."

The captain, however, did not hit the alarm button to alert passengers of the emergency, Rogers said. "He announced it over the speakers because he was scared people would run up on deck, and he didn't want people on deck because they would have been shot."

The cruise ship eventually outran the pirates' boats, Natansohn said. One person suffered minor injuries, she said without elaborating.

"There's some minor damage done to the ship," Rogers said. "There's no water right now, for instance, in some places, and I believe one of the grenades actually went off in one of the cabins, but everyone on board is fine."

The ship is now en route to the Seychelles Islands, Natansohn said.

On Thursday, the United Nations' World Food Program warned that hijackings off the coast of Somalia were restricting the delivery of needed food assistance to the country.

"The southern Somali coastline is one of the most dangerous in the world," the WFP said on its Web site. "In recent months, WFP's operations in Somalia have been sabotaged by the hijackings of two vessels carrying relief food. Ship owners are now demanding armed escorts to travel in these waters."

Natansohn said efforts were under way Saturday to locate the pirates. "We have notified U.S., Canadian and Australian authorities because most of our passengers come from those three countries, as well as local authorities in Africa."

"Seabourn 'Spirit' has offered itineraries in that part of the world before, but we'll obviously be looking at the incident to determine what to do in the future," she said.

Rogers said, "We're always looking for adventure, but this is probably a little more than we would normally look for."



(24 agosto 2006)OLBIA - Mistero goletta alla deriva a Punta Volpe.
E' stato risolto il mistero della goletta recuperata due giorni fa mentre andava alla deriva spinta dal maestrale davanti alle coste del nord Sardegna.
Agli ufficiali della Guardia Costiera di Golfo Aranci si sono infatti presentati due cittadini lussemburghesi che hanno rivendicato, mostrando i documenti, la proprietà dell'imbarcazione. Il proprietario si chiama Frank Rouayrux, è originario del Lussemburgo, e avrebbe semplicemente lasciato il veliero ormeggiato alla fonda nel punto in cui è stato trovato, a Punta Volpe, il 17 agosto scorso, perché richiamato in patria con urgenza.
Ora, raggiunto telefonicamente dagli uomini della capitaneria grazie ad una ricevuta recuperata sull'imbarcazione, si trova in Francia e arriverà in Italia sabato.
Rimangono comunque dei dubbi: perché il legittimo proprietario avrebbe dovuto lasciare il veliero in stato di totale abbandono, senza nome e con il navigatore satellitare azzerato? Tra le violazioni più gravi ci sono anche la cancellazione del nome della barca, quella targa in legno con scritto "Bell'Amica" trovata nascosta sotto i cuscini, e della bandiera indicante la nazionalità.
Frank Rouayrux ( un noto oncologo) non ha saputo dare risposte agli uomini della Capitaneria, si è solo limitato a sostenere di aver lasciato ormeggiata l'imbarcazione nel rispetto di tutte le normative. In suo soccorso arriva la testimonianza di due diportisti britannici, che avevano affermato di esser rimasti per alcuni giorni ormeggiati accanto al "Bell'Amica" senza notare anomalie.

22 agosto 2006 - Trimarano rovesciato: un morto a bordo.
«Schiarita sul mistero dell'"Intermezzo"».
Così scrive senza mezzi termini il giornale francese Le Figaro,
Il trimarano si è rovesciato al largo dell'Algarve «Abbiamo ucciso lo skipper, poi il naufragio»
Secondo Le FIgaro la coppia protagonista di un misterioso fatto di sangue in alto mare avrebbe ammesso l'omicidio .
La fonte sono «autorità francesi informati dai loro colleghi portoghesi». Sarebbero dunque Thierry Beille, 48 anni, e Corinne Caspar, 52, la coppia sopravvissuta sabato al rovesciamento del trimarano in alto mare, ad aver assassinato André Le Floch, skipper dell'imbarcazione. Ma l'avvocato dei due continua a dire che si proclamano innocenti e ha anche smentito le voci di stampa che li davano come fratello e sorella, come peraltro da loro ripetutamente dichiarato. Il corpo senza vita dell'uomo, 60 anni, descritto come un avventuriero e navigatore solitario, fu trovato nel relitto con mani e pieghi legati, morto annegato.
Ecco la ricostruzione del Figaro:
i due, attualmente agli arresti in Portogallo, avrebbero ammesso di aver ucciso l'uomo forse addirittura a terra e di aver tentato di affondare il corpo legandogli dei pesi; ma non sarebbero riuscito a causa dell'arrivo della tempesta, che portò poi al rovesciamento del mezzo.
I due furono recuperati sani e salvi da un elicottero e avevano sempre, e con grande decisione, affermato la propria innocenza. Ma le loro dichiarazioni non avevano convinto gli inquirenti, causa i molti punti oscuri. Per cominciare, al momento del salvataggio avevano affermato che c'era un disperso in mare, facendo partire i soccorsi. Ma quando un sub ha trovato il cadavere di Le Flock a bordo hanno ripiegato sulla versione di una tentata violenza dell'uomo ai danni della donna, che infatti è sottoposta adesso a controlli medici.

 Sabato 31 Gennaio 2004
Articolo del "Il Mattino on line"
                  
Era in crociera al largo del Venezuela GIUSEPPE ALBERICO POSSEDONI
Morto nel modo più drammatico in uno scenario verso il quale lo aveva spinto la sua passione più pura: il mare. È stata tragica, e assurda, la fine di Bruno Bianchella, 46 anni, esperto velista di Falconara (Ancona) ammazzato nel corso di una crociera nei Caraibi a bordo di un catamarano con due amici, da un gruppo di pirati del luogo che hanno freddato l’italiano con una raffica di mitra, sparata non per uccidere, ma per intimidire i crocieristi. Lo ha riferito Stefania Bianchetti, delegata di famiglia, quanto i due superstiti le hanno raccontato al telefono. Bruno Bianchella stava veleggiando nel mar dei Caraibi insieme ai suoi due amici, pure falconaresi, Daniele Fusco e Lidio Bianchetti. I tre erano partiti da Tobago - su un catamarano noleggiato sul posto - martedì scorso, diretti verso la costa venezuelana e quindi a Caracas, dove avrebbero dotuto prender e l'aereo per essere di nuovo in Italia martedì 3 febbraio. I tre, mentre si trovavano in mare aperto sono stati accostati da un grosso motoscafo di una decina di metri e con otto-nove pirati locali che sparavano in aria all'impazzata. «Era un rumore d'inferno - ha raccontato Bianchetti alla moglie - e Bruno, che era più vicino al parapetto, si è sporto per vedere sotto che stava succedendo. Per questo è stato colpito: non perchè avesse reagito o tentato di opporsi all'assalto, ma solo perchè si è trovato sulla traiettoria di proiettili esplosi inizialmente verso l'alto da un natante più in basso. È così - ha spiegato Bianchetti - che i colpi sono arrivati alla testa risultando mortali. Bruno - ha raccontato ancora - è morto praticamente subito e io non so come faccio ad essere ancora vivo». Una volta impadronitisi del catamarano, i pirati, senza smettere di sparare in aria, hanno intimato a Fusco di scendere sotto coperta per prendere tutti gli oggetti di valore e, una volta fattisi consegnare orologi, cellulari e un pò di denaro si sono allontanati senza accanirsi sui superstiti. Se si eccettua lo choc intensissimo per quanto accaduto, sia Fusco che Bianchetti stanno bene: «non appena i pirati si sono allontanati - continua il racconto dell'amico - abbiamo lanciato l'Sos, ma eravamo in mare aperto e nessuno è riuscito a soccorrerci prima che arrivassimo da soli a Port La Mar. Ma se anche qualcuno ci fosse venuto in aiuto, per Bruno, morto immediatamente, non sarebbe cambiato nulla. Poi - ha concluso - abbiamo navigato per quasi un giorno e giunti in porto siamo scesi a contattare la polizia». Ora sia Bianchetti che Fusco stanno trascorrendo il loro tempo tra gli uffici della polizia locale e quelli competenti al disbrigo delle pratiche per il rientro della salma dell'amico; «procedure - riferisce Stefania Bianchetti - che si prospettano molto lunghe». Una morte atroce, per la sua assurdità, quella di Bruno Bianchella, accomunato da un destino analogo, al grande skipper neozelandese Peter Blake, vincitore di più edizioni della Coppa America, morto anche lui assassinato in seguito ad un arrembaggio lungo il Rio delle Amazzoni: una morte simile per una passione ugualmente intensa per la vela.

22 nov 2004 La sorte del Marybel

Lo yacht canadese "Marybel" in navigazione lungo le coste del Venezuela verso il Brasile in un punto non ben identificato è stato attaccato dai pirati.
Le notizie sono molto confuse perchè si è persa ogni traccia dell'equipaggio.
La bellissima barca a vela, un ketch costruito dal cantiere C&C di 22 metri è stato sequestrato in Brasile nel porto di Angra dos Reis sulla costa Verde Flumininse, costellata di isole stupende ed a 170 km da Rio de Janeiro. Due individui non identificati e probabilmente con documenti falsi,
di nazionalità colombiana, poi fuggiti. Tentavano di camuffare lo yacht ripitturandolo in un cantiere della zona. Queste barche trafugate vengono poi riutilizzate per traffici illeciti di droga o persone.
La particolarità della barca e la poca attendibilità dei personaggi aveva messo in allarme i proprietari del cantiere costringendoli ad avvisare la polizia.
Sulla barca sono stati trovati alcuni documenti dei proprietari che probabilmente servivano per falsificarli. Un filmato che la polizia ha definito mozzafiato trovato in una telecamera amatoriale nascosta a bordo ha messo  la polizia sulle tracce dei pirati e molto probabilmente anche assassini.
La storia ha dell'incredibile e degna dei migliori triller. Dove è finito l'equipaggio? Sul Marybel c'erano almeno 5 persone a bordo. Il proprietario uno yachtman canadese, Henry Eaton, con la moglie ed una coppia di amici oltre ad un marinaio imbarcato sulla barca da diversi anni. Probabilmente tutti uccisi o abbandonati in mare. La barca era priva della zattera di salvataggio per cui si potrebbe anche pensare ad  un abbandono o per maltempo o forzato della barca. La polizia visto il filmato che è stato secretato propende per l'aggressione avvenuta per opera dei pirati molto attivi in quelle zone di mare.


BBC news 24 dic 2000.
"The South China Sea is considered the most dangerous for piracy in the world.
About half of the record 285 attacks recorded by the International Maritime Bureau (IMB) last year occurred here, with Indonesia and Malaysia among the worst-hit nations.
In a typical attack at least 10 men in high-speed launch will follow a freighter, on which an insider has usually been planted beforehand to provide location and freight details.
Once boarded they will either hijack the ship for its cargo, or, more typically, go straight to the captain's safe, which usually contains tens of thousands of dollars in petty cash.
Sometimes the ship is repainted and given a new name, and false documents are used to create a new identity for the vessel. Entire crews have also been known to have been kidnapped or murdered.
Last December the Chinese authorities executed 13 Chinese pirates who had been convicted of murdering 23 crew members of the cargo ship Cheung Son, which was seized just outside Hong Kong waters by pirates dressed as Chinese officials.
Photographs showing the drunken pirates celebrating the killing spree were later found by police, although the ship was never found.
The IMB's advice to ships which are being followed is to sail full speed ahead and radio for help.
It urges ships to maintain constant anti-piracy watches, even when in port."

I Pirati lo hanno ucciso„
Somali pirates in their small boat carrying rocket launchers, Saturday Nov. 5, 2005. The cruise ship 'Seabourn Spirit' was attacked by pirates near Somalia.

“Non ho assassinato il mio amico scozzese. I pirati lo hanno ucciso"
ha detto al quotidiano Glasgows-news  il sig. Sorel, 41, capitano della "Correlation".
Il sig. Sorel ha detto che il loro yacht " Correlation" era stato attaccato dai pirati in navigazione nell'Oceano Indiano, al largo delle coste della Somalia, appena superato il Corno d'Africa. Lui e gli altri marinai della barca erano stati bloccati nelle rispettive cabine.
“Dopo alcuni minuti ho udito che Alan vociava concitato "ha detto il sig. Sorel al giornale. '' Alan a bordo aveva un fucile, è andato improvvisamente nella sua cabina ed lo ha preso l'ho sentito gridare contro i pirati.“Allora ho sentito uno sparo e un uomo cadere. Credo che sia avvenuta così la morte di Alan.„
I genitori del sig. MacLean sono molto scettici. Tuttavia la storia del capitano sembra plausibile.
Il sig. Sorel ha detto che ha sepolto il sig. MacLean in mare a causa del calore intenso. Ha segnalato l'attacco al Console
generale britannico  a Aden  lo scorso giovedì , cinque giorni dopo l'uccisione.
Il padre di 59 anni del sig. MacLean ha detto: “ Riceviamo queste notizie dal ministro degli esteri e  speriamo che le autorità francesi effettuino una ricerca urgente e seria sulla morte di nostro figlio in modo da poter rispondere completamente a tutti dubbi"
Il sig. MacLean inoltre ha ringraziato le autorità dello Yemen ed i media che si sono interessati al caso.
Ha detto: “Da quando ci hanno comunicato della perdita del nostro figlio ci siamo attivati con tutte le ns. forze per accertarci che le autorità prendessero tutte le misure per scoprire la verità riguardo alla sua morte. Siamo consapevoli che il governo britannico sta sostenendoci. Mia moglie ed io siamo stati occupati completamente in questa  attività e non abbiamo avuto ancora il modo di chiuderci nel dolore per la perdita di nostro figlio."
La famiglia ha ricevuto le assicurazioni ed il supporto personali dal PM Doran Franco de Aberdeen. Ha detto che era soddisfatto del fatto che il governo britannico si era attivato rapidamente riguardo alla situazione.
Le autorità nel Yemen hanno iniziato una pratica di omicidio sulla morte del sig. MacLean e la cassa è stata consegnata alla polizia francese, che ha  giurisdizione sia sulla barca che sul relativo capitano.


(CNN) 18.03.2006-
- Two U.S. Navy ships skirmished with a group of suspected pirates off the coast of Somalia Saturday, killing one and wounding five, the Navy said.
PM2 Michael J. Sandberg / Navy The dock landing ship Carter Hall fired warning shots June 5 on a cargo ship seized by pirates and also on small pirate boats, the Navy said, as a rash of lawlessness flared up on the Horn of Africa. The ship is shown here during vertical replenishment operations in 2006.

No U.S. sailors were injured.

At the time, the USS Cape St. George, a guided missile cruiser, and the USS Gonzalez, a guided missile destroyer, were conducting maritime security operations in the Indian Ocean, the Navy said.

It was during a "routine boarding" of the suspected pirates' vessel that the naval boarding team noticed the crew was armed with what appeared to be rocket-propelled grenade launchers, said the Navy.

"The suspected pirates then opened fire on the Navy ships," a press release from the Navy stated. "The Cape St. George and Gonzalez returned fire with small arms in self-defense."

Photographs released by the U.S. Navy showed a small outboard motor speedboat with writing on its side with three men aboard. Another photo showed what appeared to be a bullet hole in the hull of one of the U.S. ships, and in a separate photo, a small boat engulfed in flames, with a long plume of black smoke.

Pirate attacks and hijackings are common off the eastern African nation's coast and usually target U.N. World Food Program vessels carrying relief supplies for the millions of people affected by the drought in the region.

Last week, Somali pirates kidnapped 50 Yemeni fishermen off a Yemeni island just east of Somalia, according to Yemen's state news agency, Saba.

On November 5, pirates fired rocket-propelled grenades at a 440-foot luxury cruise liner operated by Seabourn Cruise Line. No one was hurt, and the captain was able to get away before the pirates could board the ship.CNN's Barbara Starr contributed to this report.


For Cynthia Smith, a routine day became a nightmare come true when a man came at her with a pipe. He landed a few blows, cracking her ribs, but she fought back, getting in a well-aimed kick that knocked her assailant off his feet. Smith then ran for help.

Just another senseless crime on a mean city street? Not exactly. Chief Officer Smith was at sea, aboard the oil tanker Olympic Runner, which was en route to Korea from Saudi Arabia. She was attacked by a pirate.

Minutes after the assault, Smith and the crew staged a counterattack. They got hold of high-pressure fire hoses, striking down the other marauders on deck with blasts of water. With the deck secured, they made their way to the captain's cabin, where he was ambushed by other machete-wielding raiders. They found him just in time. One of the pirates had cut through the captain's shirt and, with a knife pressed against his throat, demanded that he open the ship's safe. The pirates backed off when they saw Smith and the crew coming to the rescue. The criminals released the ship's master, slipped overboard and disappeared into the crowded Singapore Straits.

For most of us, having to battle pirates seems as unlikely as getting hit by lightning. But for Smith, who is now an instructor at the U.S. Merchant Marine Academy, King's Point, New York, this attack wasn't exactly novel. In fact, it was the fourth time during her tour as first mate that she fought off marauders. "It went down as a minor incident," she says, reflecting on the 1991 raid. "I don't even know whether it was reported. They weren't as aggressive as pirates have become today."

Modern pirates, as ruthless as any who sailed hundreds of years ago, have hit the high seas with a vengeance. Now they attack from speedboats, armed to the hilt with automatic weapons, mortar shells and even antitank rockets. The Global Positioning System now guides them to their quarries, with radars helping them evade pursuing ships. There are even accounts of pirates boarding ships with computer printouts of cargo stored in specific locations.


Piraterie: L'US Navy et la marine néerlandaise impuissantes

The New York Times

The waters off Somalia are seen as among the most dangerous.


05/04/2006


Un navire de pêche sud-coréen a été victime, hier, d’une attaque de pirates à 60 milles des côtes de Somalie. Les assaillants sont parvenus à détourner le navire dans les eaux territoriales somaliennes, malgré l’intervention du destroyer américain Roosevelt et de la frégate néerlandaise De Zeven Provincien. Les deux bâtiments, qui avaient reçu un appel de détresse, sont parvenus à rallier le Dong Won. Après quelques tirs de semonce, des pêcheurs coréens ont été amenés sur le pont, des armes pointées sur eux. Les pirates menaçant de tuer l’équipage, les navires alliés, impuissants, n’ont pas tenté de reprendre le contrôle du chalutier. « La priorité absolue est la sauvegarde de la vie d’innocents », a expliqué hier soir Jeff Breslau, porte-parole de la cinquième flotte US. Le 18 mars, deux navires américains avaient ouvert le feu sur deux embarcations pirates, faisant un mort et cinq blessés.


In this image provided by the U.S. navy, a pirate skiff burns after being hit by several rounds from a 25mm gun aboard guided missile destroyer USS Porter, Sunday Oct. 28, 2007, in the Indian ocean.

Giugno 2005 - Nave militare italiana IL GRANATIERE contro la Pirateria

Nelle ultime settimane si è assistito a una recrudescenza del fenomeno. Nel volgere di una settimana due mercantili italiani hanno subito attacchi, peraltro sventati dalla prontezza dei rispettivi comandanti.

Il 21 luglio la nave da carico "Cielo di Milano", di proprietà dell'armatore D'Amico, ha utilizzato gli impianti antincendio di bordo per respingere l'assalto di due imbarcazioni ostili che avevano già aperto il fuoco con mitra leggeri e fucili. Cinque giorni dopo è toccato alla "Jolly Marrone", della Linea Messina, portare le macchine al massimo per seminare gli assalitori. Questi due gravi episodi hanno spinto Confitarma a chiedere al ministero della Difesa opportune misure di protezione.

Da qui l'invio del pattugliatore Granatiere.Quello che più inquieta è però la sfrontata libertà d'azione dei pirati somali, che il 27 giugno scorso si sono impadroniti della Semlow, una nave da carico noleggiata dal Programma mondiale per l'alimentazione per trasportare 850 quintali di riso donati proprio al loro paese. I dieci uomini di equipaggio - quasi tutti africani - sono stati sequestrati insieme alla nave, mentre la loro liberazione è stata subordinata al pagamento di 500.000 dollari o, più modestamente, al beneplacito per la confisca del riso.

In ogni caso, nelle loro puntate offensive i pirati della Somalia si spingono con le loro imbarcazioni anche a 125 miglia dalla costa, come nel caso della Jolly Marrone. I santuari di partenza certo non sono minacciati dalla flebile autorità del Governo federale di transizione, più volte invocato a supporto delle trattative tra le autorità keniote, l'agenzia delle Nazioni Unite e i sequestratori.

Altro continente, stesso problema. In Asia le statistiche avevano registrato a inizio anno un drastico calo degli assalti nello stretto della Malacca, probabilmente perché anche i pirati locali erano stati travolti dallo tsunami del 26 dicembre. L'illusione è durata poco: la pirateria è tornata ai suoi ritmi consueti e le cifre hanno ripreso a galoppare. La tregua di inizio anno falsa in parte le statistiche ma con 42 episodi segnalati l'Indonesia continua a mantenere il dubbio primato degli arrembaggi in mare.

"Guerra, attacchi, terrorismo e relativi pericoli". "Questo lo scenario dipinto da un comitato dei Lloyd. Se questo è il preludio a un aumento dei premi assicurativi per le 60.000 navi che attraversano ogni anno lo stretto della Malacca, per armatori e consumatori saranno guai. Nel frattempo, cinque società inglesi e americane hanno costituito delle marine private che per soli 50.000 dollari a nave offrono servizi di scorta su quella rotta disgraziata.

Stretto della Malacca e Somalia, ma anche Iraq, Nigeria e Libano: la lista nera del comitato dei Lloyd include le aree più calde e trafficate del pianeta. Lo stretto della Malacca, si sa, è un budello attraverso il quale transita un terzo del commercio marittimo mondiale e il 50% delle petroliere. La Somalia, dal canto suo, registra davanti alle sue coste un gran via vai di navi: è la porta di ingresso del Mar Rosso e quindi del Mediterraneo.


(Peacereporter, 03/08/06)
Arrestati dalla Marina Usa, 10 somali saranno processati per pirateria 
Thanks Imageshack
Dieci somali, arrestati in gennaio da una nave della Marina statunitense in acque internazionali al largo del Paese africano, verranno processati per pirateria.
Lo ha deciso un giudice di Mombasa, in Kenya. I dieci uomini sono accusati di aver assaltato una nave indiana e aver poi tenuti in ostaggio i 16 membri dell'equipaggio. Negano però le accuse, sostenendo di essere pescatori e di non capire perché sono stati "rapiti" dalla loro imbarcazione. Ma i marinai indiani li hanno identificati. 

8 giugno 1988 Il giallo del catamarano:

Famosissimo caso di un delitto in mare:

Su un basso fondale dell'Adriatico, a sette miglia al largo di Marzocca di Senigallia (Ancona), un peschereccio che pesca a strascico recupera il cadavere di una donna, il corpo zavorrato con un’ancora di 17 chili, il volto deturpato dalla lunga permanenza in acqua, ma anche da diversi colpi inferti, lo si scoprirà dopo, con un macete.

La donna è Annarita Curina, ha 34 anni ed comproprietaria con un’amica di un catamarano, l’Arx, lungo 10 metri. Si scopre che alle 11,30 di venerdi 10 giugno la donna, divorziata da un ingegnere, aveva preso il mare assieme a un uomo, un italiano ed una ragazza olandese. Destinazione: le isole Baleari. Scopo del viaggio: una vacanza, ma anche e soprattutto la possibilità, una volta giunti a destinazione, di noleggiare l’imbarcazione per crociere charter. Scattano subito le ricerche internazionali.

La barca, rinominata Fly 2, viene ritrovata il 19 luglio nel porto tunisino di Ghar el Melh. Due giorni dopo la polizia tunisina arresta Filippo De Cristofaro, 34 anni, divorziato, una figlia, un tipo strano che vive di espedienti ed ha una vera passione per le barche a vela, e due olandesi: la 17/enne Diana Beyer, che con De Cristofaro, lasciando i suoi genitori, è già fuggita una volta verso la Nuova Caledonia e Pieter Groenendijk, 27 anni che risulterà estraneo al delitto.

Sulle prime, Filippo e Diane, cercano di imbastire una versione improbabile di quanto è accaduto: una rissa tra le due donne che si contendevano Filippo finita in tragedia. Poi entrambi crollano. E confessano. Ad uccidere Annarita Curina è stato Filippo De Cristofaro, con la complità dell’olandesina. E’ stata lei a ferire la donna ad un fianco con un coltello, mentre la stessa stava riposando sottocoperta. Ma è stato lui a finirla con un macete che si trovava a bordo.

Entrambi hanno poi gettato il corpo in mare, dopo averlo zavorrato perché non venisse mai più trovato. Movente del delitto? Quanto mai futile: rubare ad Annarita il catamarano e veleggiare per il mondo con la sua giovane amica. Un delitto in cambio dell’avventura. Tutto qui. Processata dal tribunale dei minori, il 17 dicembre 1988, Diana Beyer sarà condannata a sei anni e sei mesi di reclusione. Più pesante al condanna per De Cristofaro: 30 anni in primo grado, pena tramutata nell’ergastolo in appello e in Cassazione, il 5 giugno 1991.


October 31, 2007 -- NAIROBI, Kenya - A U.S. Navy destroyer off the coast of Somalia helped North Korean sailors retake control of their vessel yesterday in a deadly battle with pirates who had hijacked the ship.

A helicopter flew from the USS James E. Williams to investigate a phoned-in tip of a hijacked vessel, and demanded by ship-to-ship radio that the pirates disarm, the military said. The sailors then overwhelmed the hijackers, leaving two pirates dead, according to preliminary reports, and five captured, the military said.

Three seriously injured crew members were brought onboard the Williams.

Andrew Mwangura, program coordinator of the Seafarers Assistance Program, said an estimated 22 crew members were onboard the North Korea-flagged vessel that gunmen seized late Monday in Somali waters near the capital, Mogadishu.

Workers at the Mogadishu port said the vessel had delivered a load of sugar from India.

The crew was piloting the ship back to the war-battered city's port in Mogadishu, Mwangura said.

Cmdr. Lydia Robertson, a spokeswoman for the Fifth Fleet, based in Bahrain, said, she could not independently confirm reports from the North Korean crew about the number of captured and killed pirates.

"When we get a distress call, we help," Robertson said.

An international watchdog reported this month that pirate attacks worldwide jumped 14 percent in the first nine months of 2007, with the biggest increases in the poorly policed waters of Somalia and Nigeria.

The Navy said ships in a coalition monitoring the waters near Somalia were also following a hijacked Japanese vessel in those waters, and that four other boats are still controlled by pirates near Somalia.


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